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casi clinici di sbiancamento denti

SBIANCAMENTO DEI DENTI

Sbiancamento dei denti ingiallit - i puo' essere molto efficace se effettuato con metodiche professionali


Per sbiancamento dei denti s'intende, genericamente, ogni trattamento che porta i denti ad apparire più bianchi.
In realtà i denti possono essere sbiancati in due modi.
Il primo: con prodotti contenenti agenti sbiancanti "decoloranti".
Si tratta di prodotti a base di perossidi, capaci di eliminare le macchie superficiali dello smalto ma anche di modificare il naturale colore dei denti: quello geneticamente determinato o risultante dall'invecchiamento.
Il secondo: con prodotti contenenti agenti sbiancanti "non decoloranti".
Ad esempio dentifrici nella cui formula sono presenti sostanze chimiche o fisiche in grado di agire solo sulle macchie superficiali dello smalto. In questo caso non si dovrebbe parlare di sbiancamento bensì di smacchiamento.

 

Sbiancamento dei denti prodotto dalla decolorazione di smalto e dentina
Per sbiancare il colore intrinseco dei denti sono necessarie sostanze in grado di penetrare all'interno della struttura del dente e di decolorare le sostanze pigmentanti.
Prodotti a base di perossidi si sono dimostrati estremamente efficaci grazie alla loro capacità di penetrare tra i prismi dello smalto, fino alla dentina, e ossidare le sostanze colorate qui presenti. Essi funzionano  come agenti sbiancanti nell'ingiallimento dovuto all'invecchiamento dei denti e, cosa ancora più sorprendente, riescono a modificare il naturale colore dei denti. In questi casi particolari sono gli unici in grado di  farli diventare più bianchi e brillanti
L'unico inconveniente che hanno è che il loro utilizzo prevede, specie per i prodotti più concentrati e perciò più efficaci, la supervisione di un professionista. E' necessaria una visita che rilevi eventuali controindicazioni, la costruzione di mascherine individuali per il trattamento domiciliare e precise istruzioni sulle modalità d'applicazione, o l'uso di speciali lampade per il trattamento in studio.
 

Sbiancamento dei denti prodotto dalla pulizia delle macchie esterne, ovvero smacchiamento
Lo sfregamento prodotto dallo spazzolino nel corso delle manovre quotidiane d'igiene orale ha l'effetto di pulire i denti dalle macchie esterne dello smalto, ma solo per azione di sfregamento. Se poi si usa associato a dentifrici contenenti sostanze abrasive, l'azione di smacchiamento diventa molto potente. In questo modo si possono far ritornare bianchi i denti con alterazioni di colore dovute ad evidenti macchie superficiali dello smalto, ma ci si deve attendere, al massimo, la riconquista del naturale colore del dente. (Dentifrici sbiancanti alla prova - da Altroconsumo)
Chi pulisce i propri denti quotidianamente, usando dentifrici al fluoro e con un appropriata tecnica di spazzolamento, non ha bisogno di togliere macchie dalla superficie esterna dello smalto con spazzolini duri e dentifrici contenenti abrasivi. Azione che peraltro causa usura dello smalto dentale con ingiallimento del dente. Potrebbe però avere bisogno di far tornare lo smalto alla sua naturale trasparenza, dato che le sostanze coloranti contenute nei cibi tendono, nel tempo, a penetrare tra i prismi dello smalto ingiallendolo e riducendone la translucentezza. E' un'inesorabile azione del tempo che non si sconfigge spazzolando energicamente i denti, né utilizzando qualsivoglia dentifricio sbiancante. Chi vuole riportare lo smalto al colore di un tempo deve utilizzare di prodotti specifici, da usare sotto la supervisione di un dentista.

 

Lo sbiancamento dei denti è una tendenza nata in questi ultimi anni, da quando tra la gente ha cominciato a farsi strada l’idea che i denti naturali siano troppo scuri. Noi dentisti confermiamo questa tendenza: la gente chiede denti sempre più bianchi.
Sull'onda di ciò abbiamo introdotto nella pratica clinica  procedure professionali di sbiancamento dentale, attualmente veloci, sicure ed efficaci.
Si può considerare di sottoporsi alla procedura di sbiancamento se i denti sono scuriti dall’età, dall’uso di caffè, thè, fumo ma anche per ridurre l'intensità del naturale colore dei denti, perché gli attuali prodotti sbiancanti sono in grado di agire sul colore geneticamente determinato oltre che su quello modificato dall'invecchiamento.


Due sono i sistemi più comuni di sbiancamento dei denti.
Il primo viene gestito a casa dal paziente che applica sui denti mascherine in plastica morbida riproducenti la forma delle arcate e contenenti un gel sbiancante capace di ossidare le sostanze colorate responsabili dell'ingiallimento. Necessita di chiare istruzioni d'uso e di più giorni di applicazione, da sei a venti circa, a seconda della percentuale di agente sbiancante contenuta nel gel.
Il secondo viene effettuato in studio, l'odontoiatra dopo aver protetto le gengive applica il prodotto sbiancante sui denti e lo attiva tramite una speciali luci al plasma, laser o alogene. Questa procedura permette di ottenere un ottimo risultato estetico in una sola seduta.

 
Perché funzionano i prodotti di sbiancamento utilizzati dal dentista

I prodotti che utilizziamo nella pratica clinica sono estremamente efficaci nel decolorare i pigmenti che nel tempo si sono fissati sulla sostanza biologica che tiene adesi tra loro i prismi dello smalto e la guaina che li riveste. Lo smalto, la parte più esterna dei tessuti duri che rivestono i denti, all'origine è translucido, non possiede un colore proprio ma riflette quello della dentina sottostante. Con il passare del tempo la guaina e la colla interprismatica tendono ad assorbire le sostanze coloranti assunte con l'alimentazione facendo si che i denti assumano un colore giallo carico o giallo-bruno e riducano la loro luminosità.
Le nostre tecniche di sbiancamento in questi casi sono efficaci nel
riportarli al bianco e alla lucentezza originaria, effetto che si ottiene sottoponendoli all'azione di perossidi capaci di penetrare tra i prismi dello smalto, fino alla dentina, e di decolorare le sostanze responsabili dell'ingiallimento. Lo smalto riacquista traslucentezza e la dentina subisce una riduzione dell'intensità di colorazione.


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e pertanto non vanno utilizzate come strumento di autodiagnosi o di automedicazione.

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